5.20.2009

oggi


umida copertta che mi avvolge e incita il calore già troppo forte in me.serata fiacca e riflessiva,serata di litigate serata di merda.vago andando,come un viadante in cerca chissà,magari del santo sepolcro o i ciò in cui esso riflette la santità.il divino.la grande bugia da molti condivisa che aiuta ogni persona nel moomentodel bisogno,come n compagno fedele e rispettosso,un utopia.a volte penso che sarebbe tato meglio per l'umanità che quel giorno chi ha inventato il nostro sanissimo avesse trovato un bel cane,docile e fedele,e avesse venerato quest'ultimo,professandolo magari,e chissà forse oggi tutti avremmo un cane da coccolare,al quale affidarci,al quale cofessarci,venerandolo.ma la domanda che mi assila rimane sempre la stessa alla monotona domanda non consegue mai una risposta ma solo altre dieci cento mille domande.dovrei studiare,fare ciò che è giusto fare,dovrei impedire un pò alla mia mente di vaare incessantemente come invece è solita fare.ma dopo tanti dovrei,dorei e dovrei dico io,rimane mai qualcuno a cui comunicare i miei veri vorrei?no.ma io vorrei veramente andare di la e trovare una stanza mia,grande,nella quale avere tutto ciò di qui ho bisogno,vorrei dipingere,suonare,ballre e poi poter uscire,libera..e correre,sprofondare soffice,live nella neve setosa,e saltare poi,saltare su di un ramo,un ramo spesso e scuro,forte e così poi scivolae sulla groppa del mio cavallo e galoppare sulla spiaggia,la spaggia calda e frusciante,solcarla con impeto e con maestria,in groppa al mio umile amico che a sua volta solca il confine tra sabbia e mare,con vigore,sbattendo i suoi fort e grosi zoccoli lì nella piega che è solita fare l'onda quando collide con la sabbia a lei amica e ostile allo stesso tempo.non sarebbe magnifico? e poi prendere il volo ell'imbrunire verso l'alto,verso il cielo,per poi riposare beatamente con sguardo languido su una nuvola rosata.ma la vita in cui mi trovo non è tale.i miei sogni si realizzano solo essendo pensati e immagginati dalla mia mente spettinata,perchè puntualmente mi è impossibile dipingere e suonare così come danzare,per non parlare di ciò che segue nel cuore del mio desiderio.le uniche ali che possono farmi volare sono dentro di me,lì dove esiste tutto ciò,là dove io sono felice,esattamente dove in realtà non posso vivere,e avendo così ormai firmat un conratto con l'assenza di felicità,nel mondo in cui tutti vivono fieri e possono camminare a testa alta,avendo firmato a loro volta un contratto con la falsità perersa dell'apparenza e della prep0tenza.



ELLE

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